Come funziona internet simplified
Questo post vuole spiegare come funziona la rete internet e cosa sono le varie porte di connessione.
Internet è una rete a pacchetto, ciò significa che in internet si trasferiscono sempre e solo pacchetti. Esistono essenzialmente due protocolli TCP e UDP. TCP sta per Transmission Control Protocol e UDP significa User Datagram Protocol. Il protocollo TCP è orientato alla connessione, ovvero è in grado di capire se la rete è congestionata o sono stati persi dei pacchetti e li ritrasmette. Il protocollo UDP è orientato allo streaming e alle comunicazioni che devono essere veloci e non si cura se alcuni pacchetti vengono persi. La maggior parte di tutti i servizi su internet lavorano su protocollo TCP perchè fin dagli albori di internet si è fatto più attenzione all’integrità delle comunicazioni e non alla loro rapidità. Negli ultimi anni, ivece, si sta assistendo ad una evoluzione dei servizi che usano il protocollo UDP.
Connessione TCP
La figura riporta una connessione TCP con l’instaurazione della connessione, il trasferimento dei dati e la chiusura della connessione stessa. Ogni servizio, ovvero ogni funzionalità, di internet è veicolata da una tupla composta da (protocollo, porta) che identifica il servizio stesso. Per esempio le pagine web sono solitamente servite dalla porta 80 del protocollo TCP, ovvero (TCP,80), la risoluzione DNS dalla porta 53 UDP ovvero (UDP, 53), la posta elettronica IMAP dalla tupla (TCP,143) o (TCP,993) se la comunicazione è criptata, l’ftp dalla tupla (TCP, 21), ssh dalla tupla (TPC, 22). Potete consultare la lista di porte standard per i protocolli TCP e UDP su wikiepdia.
Si dice che un servizio è esposto o pubblico su internet se da un qualsiasi nodo della rete internet è possibile accedere al servizio considerato di un determinato host. Se quindi decido di pubblicare o esporre un server web la porta 80 del protocollo TCP dovrà essere raggiungibile da un qualsisi host della rete internet. Il concetto di raggingibilità è molto semplice. Un host x raggiunge un servizio y di un server z se una connessione di x a z alla porta specificata per il servizio y permette la comunicazione. In generale si può testare la connessione ad un servizio ed ad un host tramite il programma nc sotto linux aprendo un terminale e digitando:
nc host porta
Se il comando termina immediatamente allora non è possibile accedere alla porta specificata ed il servizio identificato dalla porta non è raggiungibile. Se si vuole usare il protocollo UDP basta aggiungere l’opzione -u alla riga di comando.
Il problema principale che deriva dal pubblicare un servizio su internet è la raggiungibilità a causa del NAT. NAT sta per network address translation e si occupa di “moltiplicare” gli indirizzi ip e di “separare” la rete LAN (ovvero la rete interna di un ufficio o di una casa) dalla rete Internet. La maggior parte dei router e hag fastweb fanno NAT in automatico. Per capire come funziona il NAT bisogna capire anche come si suddividono le reti. La seguente tabella come sono suddivisi gli indirizzi ip della rete internet:
| Indirizzi | CIDR | Funzione | RFC | Classe | Totale # indirizzi |
|---|---|---|---|---|---|
| 0.0.0.0 – 0.255.255.255 | 0.0.0.0/8 | Indirizzi zero | RFC 1700 | A | 16.777.216 |
| 10.0.0.0 – 10.255.255.255 | 10.0.0.0/8 | IP privati | RFC 1918 | A | 16.777.216 |
| 127.0.0.0 – 127.255.255.255 | 127.0.0.0/8 | Localhost Loopback Address | RFC 1700 | A | 16.777.216 |
| 169.254.0.0 – 169.254.255.255 | 169.254.0.0/16 | Zeroconf | RFC 3330 | B | 65.536 |
| 172.16.0.0 – 172.31.255.255 | 172.16.0.0/12 | IP privati | RFC 1918 | B | 1.048.576 |
| 192.0.2.0 – 192.0.2.255 | 192.0.2.0/24 | Documentation and Examples | RFC 3330 | C | 256 |
| 192.88.99.0 – 192.88.99.255 | 192.88.99.0/24 | IPv6 to IPv4 relay Anycast | RFC 3068 | C | 256 |
| 192.168.0.0 – 192.168.255.255 | 192.168.0.0/16 | IP privati | RFC 1918 | C | 65.536 |
| 198.18.0.0 – 198.19.255.255 | 198.18.0.0/15 | Network Device Benchmark | RFC 2544 | C | 131.072 |
| 224.0.0.0 – 239.255.255.255 | 224.0.0.0/4 | Multicast | RFC 3171 | D | 268.435.456 |
| 240.0.0.0 – 255.255.255.255 | 240.0.0.0/4 | Riservato | RFC 1700 | E | 268.435.456 |
Gli indirizzi che appartengono alle reti private o LAN sono quelli che hanno funzionalità “ip privati”. Un router o un hag fastweb prendono un ip pubblico o di rete fastweb e assegnano indirizzi di rete privata, di solito 192.168.x.x o 1010.x.x ai dispositivi della rete locale.
Ora come potete immaginarvi, succede che se un host della rete internet prova a collegarsi al vostro ip pubblico (ovvero l’ip che il router o l’hag fastweb ha ottenuto) la richiesta andrà perduta perchè il router non sa a priori a chi indirizzare o forwardare i pacchetti che gli arrivano. E’ proprio da questa considerazione che nasce il port forwarding, ovvero una impostazione del router che data una tupla (protocollo, porta) reindirizzano i pacchetti ad un’altra tupla (protocollo, porta) di un indirizzo interno alla rete che gestisce il router. Solo con un corretto port forwarding è possibile pubblicare un servizio su internet. Configurare il port forwarding dipende da router a router ma qualsiasi configurazione ha sempre le seguenti variabili: protocollo di ingresso (o wan), porta di ingresso (o wan), indirizzo ip di rete locale, porta locale, protocollo locale. Una volta configurato, ogni pacchetto che arriverà al router (che detiene indirizzo ip pubblico) ad una determinata porta, verrà reindirizzato al host della rete interna alla determinata porta. Per esempio se vogliamo pubblicare il servizio web e sftp imposteremo:
protocollo wan: TCP, porta wan: 80, indirizzo ip: 192.168.x.y, protocollo lan: TCP, porta lan: 80 (per web)
protocollo wan:TCP, porta wan: 22, indirizzo ip: 192.168.x.y, protocollo lan: TCP, prota lan:22 (per sftp)
Ovviamente bisogna cambiare x e y con i valori dell’indirizzo di rete interna a cui vogliamo redirigere il traffico. E’ da notare il fatto che la porta wan e la porta lan possono essere diverse. Posso quandi fare il forwarding di tutti i pacchetti che arrivano alla porta 8080 del router alla porta 80 del server. Il tutto è a nostra discrezione. Questa cosa è molto utile soprattutto se si vogliono pubblicare più servizi simili. Posso infatti pubblicare un server web nella porta 8080 e uno nella porta 80, ad esempio.
I NAS che solitamente si vendono sul mercato utilizzano solitamente la porta web (TCP,80) quindi basta configurare il port forwarding come se fosse un server web cambiando l’indirizzo ip della rete locale con l’indirizzo ip del NAS. Nel caso il NAS non usa la porta web bisogna prima capire quale porta il NAS utilizza e poi fare la giusta configurazione di port forwarding.
Spero di aver dato una spiegazione esaustiva di funzionamento dei servizi di rete della rete internet e come pubblicare un servizio dietro ad un NAT. Per qualsiasi domanda o chiarimento usate i commenti.
Polidocs: aggiunto materiale per Reti Mobili Distribuite
Ho appena aggiornato il progetto polidocs per avere le slides aggiornate al 2011 di Reti Mobili Distribuite.
Potete visionare il materiale su https://github.com/goshawk/polidocs/tree/master/RetiMobiliDistribuite
Segnalatemi o forkate pure l’archivio per aggiungere nuovi appunti e/o materie.
Polidocs: aggiunto materiale per Reti Mobili Distribuite
Ho appena aggiornato il progetto polidocs per avere le slides aggiornate al 2011 di Reti Mobili Distribuite.
Potete visionare il materiale su https://github.com/goshawk/polidocs/tree/master/RetiMobiliDistribuite
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La rivolta dei forconi: lo stai facendo nel modo sbagliato
Un sogno può avvelenare un’anima, un sol pensiero involontario può corrompere una volontà. (G.D’Annunzio)
UPDATE: aggiunto link che dimostra le relazioni tra il Movimento dei Forconi e Forza Nuova. Aggiunto punto 4 sulla scissione di Ferro-Scarlata-Richichi dal movimento dei forconi di Morsello.
UPDATE 2: aggiunto video di saviano sulla mafia
Qualche giorno fa ho scritto circa l’inizio della rivolta dei forconi con molto entusiasmo: avevo visto nel movimento genuinità, spontaneità e sincera voglia di cambiamento. Un po’ mi ricordava la primavera araba. Migliaia di giovani decisi a cambiare il corso della storia, a scommettersi in prima persona, a coordinarsi tramite gli strumenti del web 2.0, a non accettare nessun compromesso fino alla capitolazione dei propri tiranni… Fino a che le persone che avevano determinato il prosciugamento delle speranze delle nuove generazioni non fossero state rese inermi, o peggio, non respiravano più. Nel pacifismo dell’inizio del blocco avevo visto l’evoluzione delle primitive rivolte della primavera araba in una rivolta bianca, senza armi, se non i forconi simbolici…
Gli intenti del video di Onofrio Carrubba Toscano, ovvero di protesta di cinque giorni per le dimissioni degli infami che siedono al governo regionale, compreso il governatore, mi sono sembrati giustissimi e, parlando al telefono con mia mamma, dicevo: “Guarda mamma! stanno chiedendo quello che vi dicevo a Pasqua! che la situazione era insostenibile e che queste persone continuavano a prosciugare il futuro di ogni giovane in sicilia a causa delle raccomandazioni, caste e clientelismi”. Gli intenti originari della rivolta sono sacrosanti e li condivido pienamente: bisogna cacciare la classe politica siciliana e nazionale attuale. Un vecchio detto dice che chi ha causato i problemi non può risolverli. Credo fermamente in questa frase ed avevo visto nella rivolta esattamente questi intenti.
Purtroppo però le mie attese sono state deluse già dopo il terzo giorno di rivolta. Una volta sensibilizzata la popolazione con i blocchi che hanno e stanno creando non pochi disagi, raggiunta la massa critica e la visibilità mediatica, bisognava colpire al cuore il sistema corrotto che ha portato a questa situazione: le dimissioni di tutti i rappresentanti del governo regionale che non sono stati in grado in 20 anni di promuovere una politica di sviluppo per la sicilia intera. Invece no, tutto questo non è successo. C’è stato un incontro tra i rivoltosi ed il governatore ed i rivoltosi sono tornati a casa, aggiungerei con la coda tra le gambe, con una promessa di un dialogo tra il governatore Lombardo ed il presidente del consiglio il prossimo mercoledì. Wow, mi sono detto! Questi fanno proprio sul serio! La verità è semplice: neppure chi protesta potrà risolvere la situazione perchè sono anche loro, indirettamente, i responsabili del loro stesso declino. Se il problema è la classe politica, e questo è appurato, chi ha eletto questa classe politica? Gli stessi rivoltosi! Sono stati loro ad eleggere Lombardo & co con i loro voti. Perchè non si sono fatti scrupoli quando hanno venduto il loro voto per 50/100E?
Mi è sembrato poi molto buffo il fatto che si protestava contro Lombardo & co ed adesso questa persona è diventata il salvatore della causa dei rivoltosi. Ma diamine! La Sicilia è una regione a statuto speciale e trattiene il 100%, badate, 100%, delle imposte! Se la benzina costa di più in Sicilia che in Lombardia è perchè oltre alle tasse del governo nazionale ci sono le tasse del governo regionale. Ovvero tasse stabilite proprio dal governo Lombardo che adesso si fa portavoce della protesta! E’ assurdo come gli intenti originari della rivolta siano stati travisati.
Ma a parte quello che si poteva o meno fare, vorrei analizzare punto per punto perchè la protesta sta solo creando disagi alla popolazione e non cambierà niente. Da qualche giorno cerco di far ragionare le persone che aderiscono alla rivolta che sembrano aver perso il lume della ragione per l’euforia della protesta e dello spacchiamo tutto che non condivido affatto. Di seguito in grassetto copierò le loro opposizioni e le mie risposte.
1) I blocchi stradali sono l’unico modo per farci sentire, far valere le nostre ragioni e far cambiare le cose.
Falso. Bloccare le strade crea disagi alla popolazione. Giungono notizie che operazioni chirurgiche sono sospese per mancanza di materiale sanitario, la farina è finita nel mio paese, Caltagirone, e molto panettieri sono chiusi. Anche le grosse distribuzioni hanno finito le scorte di viveri. Nonostante ciò questi, scusatemi il termine, mentecatti, annunciano che faranno altri 7 giorni di blocco. Inoltre questi blocchi aggravano la difficile economia siciliana. Chi produce prodotti, di qualisasi genere, agricolo e non, ed aveva consegne e scadenze è completamente fermo, a fine mese avrà problemi a pagare li stipendi ai dipendenti. Mia sorella è bloccata a Ragusa ed è impossibilitata nel raggiungere la mia famiglia. Tantissimi studenti non possono raggiungere più le scuole perchè i collegamenti, tramite autobus, sono interrotti perchè manca il gasolio. E pensare che solo tramite la cultura e la conoscenza la Sicilia può migliorare la propria condizione socio-economica. I blocchi stanno solo affamando la popolazione e non stanno risolvendo il problema: il cattivo governo regionale e nazionale che da 20 anni non ha previsto un politica di sviluppo concreta libera da clientelismi e favoritismi.
2) Monti ha alzato le tasse ed il costo della benzina e non siamo in grado di pagarle
Vero. Monti ha alzato le tasse, ma perchè? Eravamo sull’orlo del baratro: il fallimento della nazione. Non possiamo permetterci che una cosa del genere avvenga a meno che non si voglia tornare indietro di 50 anni, nel dopoguerra, da un giorno all’altro. Se l’Italia falliva non avremmo avuto più: moneta, ospedali, comuni, polizia, carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco. Monti doveva sistemare i conti pubblici italiani e doveva rendersi credibile all’estero per evitare il fallimento. Il modo più veloce per fare questo è alzare le tasse. punto. E’ sta funzionando. Non siamo più a rischio fallimento come la Grecia, dove già gli ospedali sono chiusi, e lo spread, che indica la probabilità che falliamo (scusate la semplificazione spicciola) è finalmente sceso a 430 ieri. Nell’epoca Berlusconi era a 540. Monti sta riparando a 20 anni di Berlusconismo che hanno fatto indebitare lo stato fino alla stratosferica cifra di 1999 miliardi di euro. E ci sta riuscendo. Inoltre la lotta agli evasori, vedi caso cortina, è atta proprio a combattere l’evasione e a reperire nuove risorse in modo da abbassare le tasse che sono state necessarie per evitare il fallimento. Se volete che le tasse siano abbassate, cari rivoltosi, chiedete lo scontrino. Inoltre il decreto ultimo sulle liberalizzazioni, che permette anche di creare una azienda, guidata da giovani, a capitale sociale di 1E (significa che devo versare allo stato 1E per creare una azienda), vuole stimolare lo sviluppo. E’ solo grazie alla lotta alla evasione e allo sviluppo che possono essere trovate quelle risorse che aggiunte al bilancio dello stato possono ridurre la pressione fiscale e quindi le tasse che tanto agitano i rivoltosi.
3) Chi protesta lo fa per la Sicilia e perchè è stufo di sopportare. Nel movimento non ci sono mafiosi e infiltrazioni politiche. Chi obbliga i negozianti a protestare lo fa per la rivolta e non per intenti mafiosi.
Niente di più falso. Siamo sicuri che bloccare i rifornimenti in ingresso ed i prodotti in uscita aiuti l’economia siciliana? Pensate a tutti quei prodotti agricoli che in questi giorni si stanno deperendo e che andranno invenduti. Pensate a tutte quelle aziende eccellenti italiane che avevano scadenza con compratori esterni. I vini, gli oli, i cibi esportati. Questo blocco sta impoverendo la già fragile economia siciliana senza rimuovere la classe dirigente che è stata causa indiscussa del problema. Inoltre i fatti parlano chiaro di come il movimento dei forconi sia stato travisato e sovverchiato da gruppi di estrema destra come Forza Nuova. Nella pagina facebook del movimento infatti sono apparsi i nomi dei referenti per Puglia, Calabria e Lazio, tutti membri di Forza Nuova. Martino Morsello, leader del movimento dei forconi, il 10 dicembre 2011 interveniva al congresso nazionale di Forza Nuova dicendo che lui parlava solo a Forza Nuova e che ne condivide la voglia di cambiamento. Ecco qui il video:
Ricordiamo che forza nuova è un partito neofascista, partito che fa della violenza e della rivoluzione la sua esistenza e youtube è colmo di video di militanti di forza nuova che picchiano altre persone perchè sono semplicemente diversi da loro nel colore della pelle o nel pensiero.
Ieri, a Caltagirone e credo in molte altre città dell’isola, dei rivoltosi sono entrati sicuramente in tre dei più grandi negozi del paese intimidando la serrata per aderire alla rivolta. Da quanto in qua obbligare le persone a non lavorare è normale? L’atteggiamento intimidatorio della persona che dice: “o chiudi il negozio o ti spacco le vetrine” è diversa sa chi dice: “o paghi il pizzo o ti spacco le vetrine”? Questi sono metodi mafiosi! Che ci siano anche infiltrazioni mafiose nel movimento, non di tutto badate bene, lo ha attestato anche Ivan Lo Bello, presidente di confindustria Sicilia come documentato nella telefonata con il quotidiano repubblica. E stiamo parlando di una di quelle associazioni che per prima ha denunciato la mafia ed il pizzo che pagavano gli imprenditori in Sicilia. Mafia o non mafia, i metodi della rivolta sono oggettivamente mafiosi. Con questo non voglio dire che la mafia è solo in Sicilia e nel Movimento dei Forconi, sarebbe falso, la mafia, intesa come qualsiasi organizzazione criminale che fa dell’intimidazione e del pizzo le sue fondamenta, è ormai permeata nella politica nazionale, al nord come al sud.
Roberto Saviano alle invasioni barbariche ha parlato di come la mafia possa infiltrarsi in qualsiasi tipo di sommossa popolare. Ecco il video:
4) E’ vero che c’erano state infiltrazioni di Forza Nuova ed infatti il movimento si è dissociato e ha creato la pagina facebook Movimento dei forconi Ferro-Scarlata Pagina Ufficiale. Ferro e Scarlata non sono affiliati a nessun partito politico e promuovono una protesta genuina.
Falso. Come dimostrato dal quotidiano repubblica che in un articolo web della sottosezione di Palermo intitolato Paralizare l’isola danneggia solo noi, Mariano Ferro è un imprenditore agricolo di Avola e capo del movimento dei Forconi (strano, i domini movimentodeiforconi.com/it appartengono a Martino Morsello di cui abbiamo discusso al punto precedente i legami con Forza Nuova). I due, che probabilmente erano promotori della rivolta si sono dissociati quando Martino Morsello ha stretto i legami del Movimento dei Forconi con Forza Nuova.
Ad ogni modo Mariano Ferro ha delle militanze in Forza Italia e, recentemente, in MPA [movimento per l'autonomia siciliana, ndr]. Giuseppe Richichi ha guidato la feroce serrata dei camion del 2000 ed è stato sempre simpatizzante proprio di Martino Morsello! Quindi tutte queste persone hanno militato negli stessi partiti che dominano la Sicilia negli ultimi 20 anni. Sono quindi loro stessi la causa della situazione odierna. Chi ha causato i problemi può a rigor di logica risolverli?
5) Noi facciamo tutto questo perchè siamo arrabbiati e perchè ci hanno tolto il futuro.
Vero! siete arrabbiati. Ma la situazione che ci ha portato a questo non è frutto degli ultimi 2 mesi (governo Monti) ma sono 20 anni di non-governo Berlusconi. Guardate questo video per capire che cosa è successo e sta succedendo.
Critiche, altre domane, commenti, suggerimenti sono ben accetti e non verranno censurati. Se questo articolo vi è piaciuto e anche voi credete che i blocchi siano un disagio solo per la popolazione fate un like alla pagina facebook del Movimento dei Forconi: Lo stai facendo nel modo sbagliato o alla pagina google+ di Movimento dei Forconi: lo stai facendo male
La rivolta dei Forconi
Nel più assordante silenzio dei media, definiti pubblici, nazionali, da due giorni in Sicilia sta succedendo qualcosa di impensabile fino a qualche mese fa. Chi conosce i siciliani lo sa bene: sono in grado di sopportare bene i soprusi, hanno poche pretese e soprattutto, pensano che il mondo non cambierà mai. Proprio con quest’ultimo modo di pensare mi sono sempre scontrato, in fondo, non l’ho mai neppure accettato. E’ per questo che sono emigrato al Nord, per fare quello che tutti mi dicevano era impossibile: pensare con la mia testa, dire la mia, provare a cambiare ciò che vedevo storto.
Due giorni fa, quasi per caso, visualizzo un video…
Non credevo che tutto quello che diceva il Sig.Onofrio avrebbe mai trovato fattibilità dato l’ambizioso piano di bloccare una regione, come la Sicilia, grandissima e governata da politici pronti a placare il popolo curandosì del solo fatto che il loro portafogli si gonfi adeguatamente. Eppure la rivolta è iniziata… La fame sta portando queste persone a protestare contro la mancanza di prospettive che la cattiva politica, siciliana in primis, nazionale successivamente, ha totalmente strappato a queste persone.
Oggi siamo al secondo giorno della rivolta, la sommossa popolare si è allargata fino in Calabria e si crede che già domani arriverà a Napoli. Il malessere non è quindi solo siciliano, ma è di ogni italiano, contro la speranza che la cattiva politica ed il malaffare hanno cancellato dal volto delle persone.
E’ un fatto che oramai da anni i campi in Sicilia sono incolti. Il granaio d’Italia non è più produttivo. Non conviene più produrre. Il trasporto costa più che raccogliere i frutti della terra e rende i prodotti siciliani, comprese le eccellenze mondiali, non competitivi nel mercato globale.
Ma perchè è successo tutto questo?
In questo ventennio abbiamo eletto come rappresentanti europee persone incompetenti che perdevano le elezioni nazionali e trovavano rimpiazzo in quelle europee. Questi infami, come direbbe un siciliano, campioni di assenze al parlamento europeo e di rimpinguamento del proprio portafoglio, non hanno giocato il ruolo che gli italiani si meritavano nella decisione delle quote di produzione portando economie che si basano sull’agricoltura e pastorizia, come quella siciliana, al lastrico. Il grande debito pubblico e le tasse per controllare la spesa hanno poi esasperato la situazione fino ai nostri giorni.
Tuttavia reputo che sia solo populismo dare la colpa al governo Monti che invece, fuori dal gioco della politica marcia, sta ridando voce all’Italia a livello nazionale e sta facendo riapprezzare lo stivale ai mercati internazionali. Le liberalizzazioni annunciate vanno nella giusta direzione per assicurare il libero mercato ed una potenziale crescita della nazione.
La rivoluzione dei forconi è giusta ma non deve generare nel populismo o nella violenza. E’ inutile dire che la rivoluzione non ha valenza politica, essa la ha eccome! E’ un movimento atto a sovvertire il corso politico seguito fino ad oggi. Ed è giusto che sia così! E’ proprio questo che la Sicilia, come l’Italia intera ha bisogno. C’è sete di discontinuità politica. Come dice il sig.Onofrio è il tempo che queste troppe persone incompetenti vadano a casa e che vengano rimpiazzate da persone pagate meno e con la voglia di amministrare la res publica.
Sono convinto che per perseguire questo scopo è fondamentale che i soldi siano tolti dalla politica , che il numero e lo stipendio dei parlamentari sia ridotto drasticamente.
Ma affinchè ciò accada la rivolta dei forconi deve trovare dei leader capaci di far valere la propria opinione, deve elaborare un piano atto al cambio di quella politica marcia che ha portato il Paese allo stremo.
L’irrazionalità di un omicidio…
Sembra ieri essere al liceo, dalle suore, durante le lunghe ore di lezione dietro i banchi di scuola. Sembra ieri quando abbiamo vissuto quelle ore interminabili, quelle interrogazioni dure e lunghe, quella adolescenza che si alimenta di pulsioni ed idee. Il tuo stile in classe era unico come la tua capigliatura fulva che ti era costato il soprannome pel di carota. Il tuo carattere introverso e molto riflessivo ti portava a fidarti di pochissime persone e di parlare con molte meno. In classe ti fidavi solo di una persona, il tuo compagno di banco: io.
Non ricordo bene quando ti ho conosciuto, dall’asilo infatti eravano nella stessa scuola se non ricordo male; arrivati al liceo ci ritrovammo compagni di banco, in un banco composto da due posti. Così siamo rimasti per quattro lunghi anni. Sembravano interminabili allora…
Non dimentico tutte le discussioni che abbiamo fatto, i pomeriggi passati assieme ad inseguirci a nascondino o davanti alla console in voga negli anni nella nostra adolescenza e che ci piaceva tanto, la playstation. E’ vivido il ricordo di quando rimanevamo pomeriggi interi per finire giochi come Resident Evil 2 o Metal Gear Solid. Non dimentico tutto il tempo trascorso assieme, tutte le esperienze fatte assieme, i giochi, i compleanni festeggiati quasi in contemporanea date le poche ore che separano le nostre nascite. Non dimentico tutte le esperienze vissute insieme, tutte le uscite serali. Non dimentico tutte le volte che in classe cercavo di calmare il tuo temperamento rivoltoso contro i professori colpevoli, dal tuo punto di vista, di non capirti. Non dimentico le discussioni che facevamo, anche altamente filosofiche, e la tua passione per il pianoforte ed il tuo volere di lasciare il liceo per il conservatorio. La tua aura di mistero ed introversione era perfetta con la figura del pianista che negli anni di studio della musica ti eri costruito. Aura che era difficile accettare dagli altri membri della classe. Ti bastava una motivazione per impegnarti molto e riuscire negli obiettivi che ti prefissavi.
In te c’era un amico diverso dagli altri, molto più riflessivo e capace di affrontare discussioni che erano impensabili con gli altri coetanei. Eri molto riflessivo e vagamente impulsivo. Mai violento. Anzi ripudiavi qualsiasi forma di violenza. Fino ad oggi…
Sono le 15:10 quando ricevo una telefonata: “Hai saputo cosa ha combinato Loris?”, “No”, “Apri google e digita Loris Gagliano”. Detto fatto: Uccide ex fidanzata ed il nonno. Rimango sotto shock. Incredulo, attonito, la gola secca, la rabbia che monta nelle vene, la disperazione per la madre che ha perso una figlia ed il padre per colpa della tua mano. Un amico, un fidanzato, che si trasforma in un mostro. Un mostro troppo vicino per non lasciare traccia o per essere ignorato. Non ci credo, corro da mia madre, incredula. Sembra di essere in un film, ma questa volta non puoi cambiare canale.
Come è possibile che il tuo amico di giochi d’infanzia, il tuo compagno di banco, l’amico di tante uscite, con la tua stessa educazione, si sia trasformato in un mostro capace di tale ferocia? Che cosa è successo in questi 3-4 anni di università in cui ci siamo allontanati che ti ha cambiato talmente tanto da farti diventare un mostro?
Sono quasi le due di notte e finalmente ritrovo una descrizione più dettagliata dell’accaduto. Non riesco a credere a quello che leggo. Non ti riconosco, non ti credo capace di simili barbarie. Non posso immaginare che avevi premeditato tutto… Spero proprio che non sia così.
Provo profondo dolore per la famiglia che hai devastato con la scusa di un amore… Peccato però che tu dovevi saper bene, data la stessa istruzione che abbiamo ricevuto, che l’amore, quello vero, sano, non è capace nè di turbare nè tantomeno di ferire.
Ricordo ancora Pasqua di un anno fa (2010). L’ultima volta che ti ho visto, mentre eri alla stazione dei treni di Catania con la persona che un anno dopo sarebbe stata la tua vittima. Eravate felicemente abbracciati. Peccato che adesso, nessuno, neppure tu, potrà mai riabbracciarla.
Come collegarsi alla rete wifi del Politecnico di Milano con ubuntu 11.10
Con ubuntu 11.10 la modalità di connessione alla rete del Politecnico di Milano è cambiata. Mentre prima non era necessario convertire il certificato .p12 adesso quel certificato è essenziale per la connessione. Per generare il certificato basta avere installato il pacchetto openssl. Per generare il certificato basta fare:<pre>goshawk@earth:~/Documents/Polimi/internet/S750336$ openssl pkcs12 -cacerts -in CertificatoASI.p12 -out asi.cer Enter Import Password: MAC verified OK Enter PEM pass phrase: Verifying - Enter PEM pass phrase: goshawk@earth:~/Documents/Polimi/internet/S750336$Una volta generato il certificato cercate le rete internet e connettetevi usando queste impostazioni. Sostituite S750336 con la vostra matricola.
Buona navigazione!
Lo zimbello d’Europa siamo noi…
Oramai l’imbarazzo e l’ilarità della situazione italiana è evidente… Ecco quello che è successo oggi:
Una volta eravamo rispettati, eravamo membri fondatori dell’Europa. Eravamo la terza economia d’Europa dopo Germania e Francia. Oggi il nostro paese ha lo stesso rating della slovenia. Peggio di noi solo la Grecia e Malta. Ci meritiamo di essere derisi dalle ultime due superpotenze europee.
La colpa è solamente di una persona che fino a due giorni fa diceva che non vi era nessuna fretta per il decreto sviluppo. Oggi l’Europa ci dice che entro tre giorni ci deve essere il decreto. Le contraddizioni di Berlusconi non sono solo nella sua sfera personale ma anche nella sfera pubblica ed internazionale.
Indipendentemente da tutti i suoi processi, compresi quelli per mafia e concussione e per prostituzione minorile, il nano sta continuamente, ogni giorno, venendo meno alla nostra Carta, che nell’articolo 54 recita: [...]I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.[...].
Io mi chiedo… che senso ha il giuramento verso la Carta se poi può benissimo venire ingnorata? Che cosa aspetta Napolitano per intervenire? Ho paura che se la repubblica non riuscirà ad autodifendersi sarà il popolo a ribellarsi…
Per chi ancora lo difende e lo voterebbe consiglio una visita da un buon psichiatra.
Rilasciata Ubuntu 11.10 ecco le novità!
Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot è stata rilasciata ieri. Dopo sei mesi di sviluppo intensivo sono molte le migliorie dal punto di vista tecnico e di usabilità introdotte con questa ultima relase. Il gattopardo onirico (ndr: traduzione letterale di Oneiric Ocelot) sta facendo discutere di se tra i vori forum che si occupano di ubuntu per le sue peculiarità rispetto alle altre distro.
Dal punto di vista dell’utente una peculiarità che salta subito all’occhio è l’utilizzo di un Desktop Environment chiamato Unity al posto dei più comuni Kde, Gnome, Xfce o Lxde. Unity è focalizzato sulla semplicità di utilizzo e per l’utilizzo con una tastiera. E’ infatti molto semplice passare da un programma all’altro semplicemente usando la tastiera. Il pannello a scomparsa permette poi di avere tutta l’area a disposizione dello schermo per i programmi; funzionalità che si rivela molto utile soprattutto nei sempre più diffusi netbook e tablet. In Unity è stato completamente riscritto il switcher tra i programmi attivabile con la combinazione di tasti Alt+Tab. E’ stato inoltre notevolmente migliorato il supporto ad Unity per la ricerca di files e cartelle nel pc.
Tra le novità nell’ambito più tecnico troviamo anche l’utilizzo di LightDM al posto di gdm per la gestione del login che garantisce tempi di boot inferiori e una interfaccia grafica più accattivante.
Come nei sistemi Mac, Ubuntu pone molta attenzione nei font a tal punto da creare il proprio font, l’Ubuntu font che già era utilizzato in ubuntu 11.04. La famiglia dei font di ubuntu su arricchisce in questa nuova release con l’Ubuntu Mono e Ubuntu Condensed font.
Ubuntu software center, il package manager di default, è stato molto migliorato e si presenta con una nuova interfaccia. E’ stato infine introdotto OneConf che permette di sincronizzare i programmi tra diversi computer. Con il nuovo software Déjà Dup è possibile fare backup semplici da uploadare nella propria cloud o in una cloud pubblica.
Evolution, il client di posta di defalt viene mandato in pensione e Thunderbird viene promosso a client di posta predefinito. Il nuovo client di posta è stato completamente integrato in Unity. Ogni nuova mail nella inbox viene indicata all’utente in maniera discreta vicino all’ora con l’immagine di una busta da lettere colorata.
E’ anche presente in ubuntu 11.10 il nuovo Gwibber frutto di una pesante ottimizzazione che il progetto a subito negli ultimi mesi.
Le modalità di installazione sono state ulteriormente semplificate grazie al fatto che le immagini iso rilasciate da ubuntu sono create usando una tecnologia ibrida che permette di scriverle su chiavette usb o su cd senza l’ausilio di software particolare.
Ma non solo Ubuntu è ghiotta, per le novità introdotte, per gli utenti desktop; ci sono molte novità anche per gli utenti server grazie al reintrodotto supporto per XEN e per due nuove componenti software: Juju e Orchestra che assicurano una rapida messa in produzione di nuovi server e un management più strutturato potendo scegliere tra un catalogo già pronto e predisposto dalla comunità di software e servizi.
Inoltre ubuntu 11.10 ha Linux kernel 3.0.0-12.20, Upstart 1.3, Gcc 4.6, Python 2.7. Maggiori informazioni possono essere trovate nella nota di rilascio du Ubuntu 11.10.
Parleremo molto più in dettaglio di Ubuntu e la sua ultima release focalizzandoci sull’User Experience al Linux day di Milano (www.linuxdaymilano.tk).
Farewell Steve
Ho voluto aspettare un po’ prima di scrivere questo post, volevo aspettare che le acque si fossero calmate e che il trauma che ha avvolto il mondo con la perdita di Steve Jobs si fosse lievemente placato, per quanto possibile, in questi primi giorni dopo il suo decesso.

Ieri sono stato svegliato di soprassalto dal mio amico Luca Galliani che entrato nella mia stanza mi ha detto << E’ morto Jobs… >>. Non sono mai stato un suo fan e anzi, chi mi conosce sa benissimo che mi sono sempre scagliato contro i prodotti Apple con modalità spesso simili a quelle di Richard Stallman. Ma davanti a questa notizia non ho potuto affermare altro che << oh cazzo! >>. Su Steve ci sono solo due posizioni: o si ama o si odia. Io rientravo decisamente in quelli che lo odiano. Di lui ho criticato tante cose come il fatto che nel 2001 dopo aver fatto sviluppare alla comunità free software la base di Mac OS X, ovvero Darwin, l’abbia chiuso senza dare credito a tutte le persone che vi avevano contribuito; o i vari iDevices che non solo costano una fortuna ma sono dei dispositivi restii a qualsiasi tipo di modifica. Jailbreakare un iphone ha insito nella parola stessa Jail che significa appunto prigione. Ho letto vari post online in cui Steve era un magnate dell’OpenSource. Niene di più falso. Se qualche tecnologia era opensource era solo per farla diffondere oltre ai sistemi Apple in cui Steve dettava le sue regole. Una strada insomma per usare la comunità per i suoi scopi…
Ma se oggi posso scrivervi dal mio computer, qualsiasi esso sia, è anche grazie a lui. Fu lui, insieme a Steve Wozniak ad inventare nel lontano 1977 uno dei primi personal computers. Molte delle innovazioni grafiche sui personal computers dell’ultimo ventennio partono da spunti Apple. Se la sua mente non avesse concepito l’iPhone oggi non avrei il mio sottilissimo HTC. Se, negli ultimi anni della sua vita, non avesse lavorato all’iPad io ora non avrei l’imitazione low cost cinese. La sua visione della tecnologia ha cambiato tutti, comprese quelle persone che hanno sempre criticato Apple come me. Il suo sogno di unire bellezza, arte e religione in un unico brand, la Apple inc, è stato realizzato.
Steve Jobs è stato un genio del nostro tempo con i suoi pregi ed i suoi difetti e mancherà a tutti, anche a chi lo osteggiava. Celebre è il suo discorso ai neolaureati di Stanford:
Don’t settle [...] stay hungry, stay foolish. Il suo insegnamento di vita nel discorso a Stanford era trasversale… e oggi più che mai è rivolto a tutti sia che voi usiate Windows, Mac o Gnu/Linux. Il mondo ha bisogno del prossimo visionario.
Farewell Steve, we miss you.


