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Farewell Steve

Ho voluto aspettare un po’ prima di scrivere questo post, volevo aspettare che le acque si fossero calmate e che il trauma che ha avvolto il mondo con la perdita di Steve Jobs si fosse lievemente placato, per quanto possibile, in questi primi giorni dopo il suo decesso.

Ieri sono stato svegliato di soprassalto dal mio amico Luca Galliani che entrato nella mia stanza mi ha detto << E’ morto Jobs… >>. Non sono mai stato un suo fan e anzi, chi mi conosce sa benissimo che mi sono sempre scagliato contro i prodotti Apple con modalità spesso simili a quelle di Richard Stallman. Ma davanti a questa notizia non ho potuto affermare altro che << oh cazzo! >>. Su Steve ci sono solo due posizioni: o si ama o si odia. Io rientravo decisamente in quelli che lo odiano. Di lui ho criticato tante cose come il fatto che nel 2001 dopo aver fatto sviluppare alla comunità free software la base di Mac OS X, ovvero Darwin, l’abbia chiuso senza dare credito a tutte le persone  che vi avevano contribuito; o i vari iDevices che non solo costano una fortuna ma sono dei dispositivi restii a qualsiasi tipo di modifica. Jailbreakare un iphone ha insito nella parola stessa Jail che significa appunto prigione. Ho letto vari post online in cui Steve era un magnate dell’OpenSource. Niene di più falso. Se qualche tecnologia era opensource era solo per farla diffondere oltre ai sistemi Apple in cui Steve dettava le sue regole. Una strada insomma per usare la comunità per i suoi scopi…

Ma se oggi posso scrivervi dal mio computer, qualsiasi esso sia, è anche grazie a lui. Fu lui, insieme a Steve Wozniak ad inventare nel lontano 1977 uno dei primi personal computers. Molte delle innovazioni grafiche sui personal computers dell’ultimo ventennio partono da spunti Apple. Se la sua mente non avesse concepito l’iPhone oggi non avrei il mio sottilissimo HTC. Se, negli ultimi anni della sua vita, non avesse lavorato all’iPad io ora non avrei l’imitazione low cost cinese. La sua visione della tecnologia ha cambiato tutti, comprese quelle persone che hanno sempre criticato Apple come me. Il suo sogno di unire bellezza, arte e religione in un unico brand, la Apple inc, è stato realizzato.

Steve Jobs è stato un genio del nostro tempo con i suoi pregi ed i suoi difetti e mancherà a tutti, anche a chi lo osteggiava. Celebre è il suo discorso ai neolaureati di Stanford:

Don’t settle […] stay hungry, stay foolish. Il suo insegnamento di vita nel discorso a Stanford era trasversale… e oggi più che mai è rivolto a tutti sia che voi usiate Windows, Mac o Gnu/Linux. Il mondo ha bisogno del prossimo visionario.

Farewell Steve, we miss you.

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