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Archive for giugno 2013

Professionalità non retribuita alla Innocenzi

 

Stamattina, girvavando su facebook non ho potuto non notare il seguente post della giovane, intraprendente e brava giornalista di Servizio Pubblico, Giulia Innocenzi.
Post Giulia Innocenzi

 

L’annuncio sembra molto quello di Federico PizzarottiM5S, neoeletto a gennaio 2013 al comune di Parma che chiedeva un informatico aggratisse con tanta voglia di fare del bene per il comune.

Quello che mi sconvolge di piu’ in tutto questo e’ che queste richieste vengono da persone giovani. Non mi sarei stupito se questi annunci vengano fatte dai Berluscones o dai Bersani del caso che non capiscono il fenomeno web ed internet. Il fatto che queste richieste arrivino da persone giovani, quasi mie coetanee, mi fa capire che in italia non sta cambiando niente e che le nuove generazioni non si discostano molto dal modo di pensare delle generazioni passate.

Io non credo che la signorina Innocenzi avrebbe mai iniziato a lavorare a Servizio Pubblico senza tutte quelle centinaia di migliaia di persone, compreso me, che hanno donato 10 euro per far partire il progetto di Santoro. Perche’ queste persone hanno donato 10 euro? Perche’ riconoscevano in Santoro e la sua crew la professionalità e volevano vedere ancora un volta in onda il loro lavoro.

Ciò che persone come Giulia non capiscono è che il lavoro dell’informatico, come qualsiasi altro lavoro, ad esempio, il giornalista, richiede professionalità e adeguata retribuzione che dovrebbe essere proporzionale alla qualità del lavoro svolto. Se questo lavoro, professionale, non viene retribuito, si è semplicemente una componente rimpiazzabile. E allora, che senso ha la professionalità? Quante volte ho sentito la frase: “Il sito lo faccio fare a mio nipote a 50 euro”. Una frase del genere, detto dall’imprenditoretto di turno, fa capire come la tecnologia è vista come un costo e non come valore aggiunto o componente fondamentale del business o dell’idea che si vuole proporre. Ovviamente, ogni persona che mi ha detto questo, è poi tornato a bussare alla mia porta perchè il “sito del nipote” era inadeguato a quello che voleva fare.

Inoltre, il lavoro dell’informatico è diverso da quello del giornalista per diverse cose: sembra che svelo l’arcano, cara Giulia, ma un sito o qualsiasi sistema che gira su un computer ha un costo. Il costo dell’hosting e della connessione se è un servizio online, il costo degli update a breve, medio o lungo termine ecc ecc. Tutti questi costi, se non preventivati a dovere  possono non solo inificiare sulla riuscita del progetto ma addirittura affossarlo. Un sistema informatico, sito web, qualsiasi cosa, aggratisse, semplicemente non esiste. Il fatto che tu usi dei servizi, gratuitamente, è perchè stai pagando in altro modo, per esempio con la tua privacy o vedendo inserzioni pubblicitarie più o meno nascoste (aka google e facebook)

Se mai leggerai questo articolo, cara Giulia, ti consiglio la prossima volta di non dire semplicemente “cerco informatico aggratisse” ma di dire “cerco collaboratore tecnologico per una idea di volontariato”. Non suona molto meglio ? Se dicessi: “cerco giornalista aggratisse” o “cerco brava scrittrice per una idea di volontariato” non suona meglio ? Perchè poi, se l’idea è valida, i soldi arrivano, con la pubblicità o con finanziamenti privati, ed il giornalista e l’informatico almeno potranno sfamarsi in un Paese, come il nostro, incapace di progredire.

My 2c.

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