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No il cancro non può essere curato con la mente. punto.

dicembre 27, 2012 3 commenti

Mi scuso con i miei lettori abituali, questo post non parlerà di tecnologia ed informatica. Inoltre vi avverto che potrebbe essere particolarmente prolisso. Insomma siete avvisati prima di iniziare a leggere 🙂

Ogni anno, sotto il panettone, capita sempre la discussione. Quella discussione che quando la senti ti fa ribollire il sangue. Quest’anno la discussione che mi sono trovato ad affrontare non ha niente di informatico o tecnologico ma è di natura prettamente medica ed è nata sulla frase: il 70% delle malattie è curabile con la mente e con l’effetto placebo.

Appena sentita una frase del genere sfido qualsiasi uomo di scienza a non iniziare a contraddirla pur non avendo solidi dati alla mano. Una affermazione del genere mette in discussione circa 300 anni di storia delle medicina, da Pasteur ed i suoi vaccini ad oggi. Basta infatti osservare un qualsiasi ospedale per capire che senza medicinali il mondo sarebbe molto meno popolato.

Come se non bastasse, chi sosteneva la prima frase affermava che anche il cancro e curabile con l’effetto placebo. Dopo aver sentito questa frase potete immaginarvi che nella mia mente spuntava il fantasma di Vanna Marchi e di tutti gli stregoni ad essa associati. Ovviamente non avrei fatto neanche caso se queste parole venissero dal familiare di turno che a causa dell’età non ha perfezionato i suoi studi e quindi facilmente impressionabile da falsi messaggi televisivi o giornalistici molto comuni ai giorni d’oggi. Invece chi parlava era una persona che studiava all’università psicologia e, pur capendo la volontà di sottolineare l’importanza della materia studiata, è comunque un po’ troppo farsi sostenitore di una tale frase. E’ proprio questo il fatto che mi porta quindi a scrivere questo articolo ed ha attivato una ricerca durata qualche ora sull’effetto placebo e su come la psiche possa essere causa o meno del cancro.

Procederemo a dimostrare che i vaccini sono efficaci e poi procederemo ad orgomentare il fatto che l’effetto placebo non è in grado di curare nessun tipo di male.

L’immagine che segue è chiara e mostra come una volta somministrati i vaccini alla popolazione i casi rivelati per il singolo male vaccinato sono ridotti anche fino al 99,9% su base annua. Statisticamente parlando, c’è una forte evidenza che il sorgere della malattia sia correlato con la somministrazione o meno del vaccino.

https://i0.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/it/5/51/TabellaNetworkItalianoVaccinazioni.JPG

Credo basti solo questa tabella per dimostrare che appunto i vaccini sono efficaci ed hanno salvato milioni di vite in passato.

Chi sosteneva che il cancro può essere curato con l’effetto placebo argomentava con un link su mediciitalia.it sull’argomento placebo. In questo link in effetti si parla di un caso, quello del sig. Wright. In sintesi, il signor Wright, nel 1952 è stato trattato con un placebo ed il suo cancro è iniziato a regredire, scoperto il fatto che la medicina che prendeva non era efficace con il cancro, quest’ultimo è nuovamente avanzato, il medico ha quindi somministrato un altro placebo ed il sig. Wright, di indole buona e accondiscendente, ha visto diminuire la voracità del suo tumore. Quando scoprì che era di nuovo vittima di un placebo il sig. Wright morì.

Questo articolo mi ha incuriosito perchè non appariva sul primo sito internet scritto da un mitomane, ma su mediciitalia.it che dovrebbe godere di una certa autorevolezza e l’incredibile storia raccontata mi ha incuriosito ancora di più. Che davvero la psiche possa curare anche mali di natura chimico fisica?

In questo caso c’è da sottolineare in primis che è datato 1950. In quegli anni non esistevano ancora sia la TAC o Tomografia compiuterizzata o la RMN o Risonanza magnetica nucleare che sono i due strumenti con i quali oggi si traccia lo sviluppo e la presenza di un cancro in qualsiasi corpo biologico. All’epoca pure la chemioterapia ancora muoveva i suoi primi passi e si era ben lungi a trovare qualche rimedio contro il cancro.

Continuando ad informarmi trovo uno studio sull’effetto placebo a cui la BBC ha dedicato un articolo. Datato 2003, la ricerca ha usato il metodo del double blind trials ovvero i pazienti sono suddivisi su due gruppi, ad uno vengono dati dei placebo. Tutti i pazienti sono inconsapevoli sul fatto che assumono un placebo o meno. Nel 21% dei casi che hanno assunto un placebo c’è una riduzione dei dolori e dei tranquillanti, il 27% ha mostrato un incremento di appetenza e il 17% ha incrementato il proprio peso di conseguenza. Tuttavia solo il 2% dei pazienti ha visto una lieve riduzione della massa tumorale, ma ciò può essere comunque attribuibile a errori di misurazione.

Lo studio conclude con Substantial improvements in symptoms and quality of life are unlikely to be due to placebo effects. ovvero che Non c’è nessuna evidenza statistica che l’effetto placebo curi il cancro.

Riguardo al sig. Wright è quindi molto probabile che il cancro continuava a progredire mentre comunque lui, per fattore prettamente psicologico, sembrava aver riguadagnato la sua salute.

E diffidate di mediciitalia.it. Sembra che non siano in grado di interpretare bene l’inglese.

A tutte le aspiranti Vanna Marchi o Vanna Marco, cambiate mestiere, a tutti gli aspiranti dottori o psicologi, non cadete nel tranello del populismo e del sentito dire, siete scienziati e prima di calpestare la medicina moderna credendo nei complotti monetari consultate più di un link.

Polidocs: aggiunto materiale per Reti Mobili Distribuite

Ho appena aggiornato il progetto polidocs per avere le slides aggiornate al 2011 di Reti Mobili Distribuite.

Potete visionare il materiale su https://github.com/goshawk/polidocs/tree/master/RetiMobiliDistribuite

Segnalatemi o forkate pure l’archivio per aggiungere nuovi appunti e/o materie.

Categorie:Generale

L’irrazionalità di un omicidio…

dicembre 28, 2011 3 commenti

Sembra ieri essere al liceo, dalle suore, durante le lunghe ore di lezione dietro i banchi di scuola. Sembra ieri quando abbiamo vissuto quelle ore interminabili, quelle interrogazioni dure e lunghe, quella adolescenza che si alimenta di pulsioni ed idee. Il tuo stile in classe era unico come la tua capigliatura fulva che ti era costato il soprannome pel di carota. Il tuo carattere introverso e molto riflessivo ti portava a fidarti di pochissime persone e di parlare con molte meno. In classe ti fidavi solo di una persona, il tuo compagno di banco: io.

Non ricordo bene quando ti ho conosciuto, dall’asilo infatti eravano nella stessa scuola se non ricordo male; arrivati al liceo ci ritrovammo compagni di banco, in un banco composto da due posti. Così siamo rimasti per quattro lunghi anni. Sembravano interminabili allora…

Non dimentico tutte le discussioni che abbiamo fatto, i pomeriggi passati assieme ad inseguirci a nascondino o davanti alla console in voga negli anni nella nostra adolescenza e che ci piaceva tanto, la playstation. E’ vivido il ricordo di quando rimanevamo pomeriggi interi per finire giochi come Resident Evil 2 o Metal Gear Solid. Non dimentico tutto il tempo trascorso assieme, tutte le esperienze fatte assieme, i giochi, i compleanni festeggiati quasi in contemporanea date le poche ore che separano le nostre nascite. Non dimentico tutte le esperienze vissute insieme, tutte le uscite serali. Non dimentico tutte le volte che in classe cercavo di calmare il tuo temperamento rivoltoso contro i professori colpevoli, dal tuo punto di vista, di non capirti. Non dimentico le discussioni che facevamo, anche altamente filosofiche, e la tua passione per il pianoforte ed il tuo volere di lasciare il liceo per il conservatorio. La tua aura di mistero ed introversione era perfetta con la figura del pianista che negli anni di studio della musica ti eri costruito. Aura che era difficile accettare dagli altri membri della classe. Ti bastava una motivazione per impegnarti molto e riuscire negli obiettivi che ti prefissavi.

In te c’era un amico diverso dagli altri, molto più riflessivo e capace di affrontare discussioni che erano impensabili con gli altri coetanei. Eri molto riflessivo e vagamente impulsivo. Mai violento. Anzi ripudiavi qualsiasi forma di violenza. Fino ad oggi…

Sono le 15:10 quando ricevo una telefonata: “Hai saputo cosa ha combinato Loris?”, “No”, “Apri google e digita Loris Gagliano”. Detto fatto: Uccide ex fidanzata ed il nonno. Rimango sotto shock. Incredulo, attonito, la gola secca, la rabbia che monta nelle vene, la disperazione per la madre che ha perso una figlia ed il padre per colpa della tua mano. Un amico, un fidanzato, che si trasforma in un mostro. Un mostro troppo vicino per non lasciare traccia o per essere ignorato. Non ci credo, corro da mia madre, incredula. Sembra di essere in un film, ma questa volta non puoi cambiare canale.

Come è possibile che il tuo amico di giochi d’infanzia, il tuo compagno di banco, l’amico di tante uscite, con la tua stessa educazione, si sia trasformato in un mostro capace di tale ferocia? Che cosa è successo in questi 3-4 anni di università in cui ci siamo allontanati che ti ha cambiato talmente tanto da farti diventare un mostro?

Sono quasi le due di notte e finalmente ritrovo una descrizione più dettagliata dell’accaduto. Non riesco a credere a quello che leggo. Non ti riconosco, non ti credo capace di simili barbarie. Non posso immaginare che avevi premeditato tutto… Spero proprio che non sia così.

Provo profondo dolore per la famiglia che hai devastato con la scusa di un amore… Peccato però che tu dovevi saper bene, data la stessa istruzione che abbiamo ricevuto, che l’amore, quello vero, sano, non è capace nè di turbare nè tantomeno di ferire.

Ricordo ancora Pasqua di un anno fa (2010). L’ultima volta che ti ho visto, mentre eri alla stazione dei treni di Catania con la persona che un anno dopo sarebbe stata la tua vittima. Eravate felicemente abbracciati. Peccato che adesso, nessuno, neppure tu, potrà mai riabbracciarla.

Farewell Steve

Ho voluto aspettare un po’ prima di scrivere questo post, volevo aspettare che le acque si fossero calmate e che il trauma che ha avvolto il mondo con la perdita di Steve Jobs si fosse lievemente placato, per quanto possibile, in questi primi giorni dopo il suo decesso.

Ieri sono stato svegliato di soprassalto dal mio amico Luca Galliani che entrato nella mia stanza mi ha detto << E’ morto Jobs… >>. Non sono mai stato un suo fan e anzi, chi mi conosce sa benissimo che mi sono sempre scagliato contro i prodotti Apple con modalità spesso simili a quelle di Richard Stallman. Ma davanti a questa notizia non ho potuto affermare altro che << oh cazzo! >>. Su Steve ci sono solo due posizioni: o si ama o si odia. Io rientravo decisamente in quelli che lo odiano. Di lui ho criticato tante cose come il fatto che nel 2001 dopo aver fatto sviluppare alla comunità free software la base di Mac OS X, ovvero Darwin, l’abbia chiuso senza dare credito a tutte le persone  che vi avevano contribuito; o i vari iDevices che non solo costano una fortuna ma sono dei dispositivi restii a qualsiasi tipo di modifica. Jailbreakare un iphone ha insito nella parola stessa Jail che significa appunto prigione. Ho letto vari post online in cui Steve era un magnate dell’OpenSource. Niene di più falso. Se qualche tecnologia era opensource era solo per farla diffondere oltre ai sistemi Apple in cui Steve dettava le sue regole. Una strada insomma per usare la comunità per i suoi scopi…

Ma se oggi posso scrivervi dal mio computer, qualsiasi esso sia, è anche grazie a lui. Fu lui, insieme a Steve Wozniak ad inventare nel lontano 1977 uno dei primi personal computers. Molte delle innovazioni grafiche sui personal computers dell’ultimo ventennio partono da spunti Apple. Se la sua mente non avesse concepito l’iPhone oggi non avrei il mio sottilissimo HTC. Se, negli ultimi anni della sua vita, non avesse lavorato all’iPad io ora non avrei l’imitazione low cost cinese. La sua visione della tecnologia ha cambiato tutti, comprese quelle persone che hanno sempre criticato Apple come me. Il suo sogno di unire bellezza, arte e religione in un unico brand, la Apple inc, è stato realizzato.

Steve Jobs è stato un genio del nostro tempo con i suoi pregi ed i suoi difetti e mancherà a tutti, anche a chi lo osteggiava. Celebre è il suo discorso ai neolaureati di Stanford:

Don’t settle […] stay hungry, stay foolish. Il suo insegnamento di vita nel discorso a Stanford era trasversale… e oggi più che mai è rivolto a tutti sia che voi usiate Windows, Mac o Gnu/Linux. Il mondo ha bisogno del prossimo visionario.

Farewell Steve, we miss you.

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Railibera.info : finalmente liberi da Microsoft Silverlight

giugno 12, 2010 4 commenti

Oh diamine! Ieri mi sono perso l’ultima puntata di Ballarò alla televisione! Come posso fare per vederla?! Meno male che la RAI ha messo a disposizione dei suoi telespettatori il portale rai.tv. Bene allora posso ancora vederla! Basta solo andare sulla pagina della puntata e… mumble mumble…

Oh cacchio! Non posso vederlo dal mio pc con Ubuntu Linux. Mannaggia, rai.tv utilizza una tecnologia proprietaria e non aperta come Microsoft Silverlight che rende difficile la visione dei suoi programmi su pc che non hanno windows… Ma ci deve essere un modo per vederlo, per forza… Ah si! Eccolo!


Ecco, finalmente posso vedermi i programmi che voglio 🙂 railibera.info

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Piratebay.org è bloccato: ecco come bypassare il blocco

aprile 18, 2010 6 commenti

Update: E’ possibile accedere a piratebay tramite piratebayitalia.com

Nota: se volete solamente accedere a piratebay.org basta cliccare su questo link. Se volete capire come funziona questo metodo per bypassare siti bloccati continuate a leggere l’articolo.

Da qualche paio di giorni anche il proxy (un proxy è un server “replica” di un altro)  italiano ufficiale a thepiratebay.org, ovvero labaia.it, è stato bloccato dalla guardia di finanza. La risposta del celebre sito svedese, già quando il sito ufficiale era stato bloccato a livello nazionale, aveva risposto in maniera secca che lo stato italiano è uno stato fascista.

Una cosa fondamentale ha reso questi nuovi blocchi differenti sai precendenti. Prima le autorità giudiziarie che dovevano bloccare un sito internet imponevano ai provider internet nazionali (gli operatori telefonici) di non tradurre correttamente gli indirizzi internet dei siti web. Facciamo un esempio: se digito http://www.google.com nel mio browser, il mio browser contatterà uno speciale server, chiamato server dns, che non farà altro che rispondermi che http://www.google.com è identificato dal computer nella rete internet con l’indirizzo (o numero identificativo di rete) 74.125.39.103. Il mio browser quindi contatterà il server 74.125.39.103 che spedirà la nota pagina di google che verrà visualizzata nel browser.

Quando un sito doveva essere bloccato, i server dns che sono solitamente gestiti dalle compagnie telefoniche che vi forniscono l’adsl o in generale la connettività, rispondevano con degli indirizzi sbagliati. In questo modo il vostro browser non riusciva a contattare il server giusto e non riusciva a visualizzare il sito web che quindi risultava bloccato.

Questa tecnica però veniva semplicemente bypassata usando come server dns opendns.org. Questi server dns essendo internazionali non rispondono alle leggi nazionali e quindi non applicavano i blocchi stabiliti dal fascist state.

I nuovi blocchi sono più insidiosi… Non solo NON forniscono più nessun indirizzo per i siti che sono stati bloccati dalla guardia di finanza o dalla polizia postale ma anche chi usa i server dns di opendns.org non può più accedere ai siti bloccati perchè, adesso, è proprio l’indirizzo dei server (ad es 74.125.39.103) che risulta irragiungibile.

Appena ho notato due giorni fa con un amico questa cosa ho iniziato a pensare ad un metodo per eludere questi tipi di blocchi… L’idea di base è quella di usare un sito non bloccato che ci permetta però di “visualizzare” altri siti internet. Ci sono vari siti online che offrono questo servizio. Quello che ho trovato e provato io è anonymouse.org

Ebbene, come potete vedere in photo, basta inserire il sito piratebay.org e cliccare su surf anonymously per visualizzare la seguente pagina

Potete fermarne uno… ma non potete fermarci tutti…

Finalmente Laureato!

ottobre 17, 2009 1 commento

Scusate se oggi vi racconto un po’ di me e del mio progetto di tesi. Se siete interessati alla tecnologia Bluetooth o al linguaggio D la troverete comunque interessante 😀
Il 22 Settembre 2009 ho affrontato la mia discussione di laurea e mi sono laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria Informatica. La mia tesi è stata sulla prima Honeypot Bluetooth per l’analisi del malware esistente, che io conosca.
E’ un programma complesso, dall’architettura client/server, scritto per la maggior parte in D. Il programma si basa sullo stack Bluetooth Bluez e contiene i bindings per bluez da C a D. Se avrò tempo ho intenzione di aggiungere i binding alla libreria Tango.

La tesi è scritta per chi non conosce ancora il protocollo Bluetooth ma ha già consolidate tecniche di programmazione in C.

Se volete capire di che cosa parlo, la mia tesi è liberamente scaricabile.

A breve metterò a disposizione il sorgente LATEX editabile con lyx per scrivere la propria tesi. Lyx è un ottimo programma per chi, come me, non conosce il LateX 😉

Categorie:Generale, News
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