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La rivolta dei Forconi

gennaio 18, 2012 1 commento

Nel più assordante silenzio dei media, definiti pubblici, nazionali, da due giorni in Sicilia sta succedendo qualcosa di impensabile fino a qualche mese fa. Chi conosce i siciliani lo sa bene: sono in grado di sopportare bene i soprusi, hanno poche pretese e soprattutto, pensano che il mondo non cambierà mai. Proprio con quest’ultimo modo di pensare mi sono sempre scontrato, in fondo, non l’ho mai neppure accettato. E’ per questo che sono emigrato al Nord, per fare quello che tutti mi dicevano era impossibile: pensare con la mia testa, dire la mia, provare a cambiare ciò che vedevo storto.

Due giorni fa, quasi per caso, visualizzo un video…

Non credevo che tutto quello che diceva il Sig.Onofrio avrebbe mai trovato fattibilità dato l’ambizioso piano di bloccare una regione, come la Sicilia, grandissima e governata da politici pronti a placare il popolo curandosì del solo fatto che il loro portafogli si gonfi adeguatamente. Eppure la rivolta è iniziata… La fame sta portando queste persone a protestare contro la mancanza di prospettive che la cattiva politica, siciliana in primis, nazionale successivamente, ha totalmente strappato a queste persone.

Oggi siamo al secondo giorno della rivolta, la sommossa popolare si è allargata fino in Calabria e si crede che già domani arriverà a Napoli. Il malessere non è quindi solo siciliano, ma è di ogni italiano, contro la speranza che la cattiva politica ed il malaffare hanno cancellato dal volto delle persone.

E’ un fatto che oramai da anni i campi in Sicilia sono incolti. Il granaio d’Italia non è più produttivo. Non conviene più produrre. Il trasporto costa più che raccogliere i frutti della terra e rende i prodotti siciliani, comprese le eccellenze mondiali, non competitivi nel mercato globale.

Ma perchè è successo tutto questo?

In questo ventennio abbiamo eletto come rappresentanti europee persone incompetenti che perdevano le elezioni nazionali e trovavano rimpiazzo in quelle europee. Questi infami, come direbbe un siciliano, campioni di assenze al parlamento europeo e di rimpinguamento del proprio portafoglio, non hanno giocato il ruolo che gli italiani si meritavano nella decisione delle quote di produzione portando economie che si basano sull’agricoltura e pastorizia, come quella siciliana, al lastrico. Il grande debito pubblico e le tasse per controllare la spesa hanno poi esasperato la situazione fino ai nostri giorni.

Tuttavia reputo che sia solo populismo dare la colpa al governo Monti che invece, fuori dal gioco della politica marcia, sta ridando voce all’Italia a livello nazionale e sta facendo riapprezzare lo stivale ai mercati internazionali. Le liberalizzazioni annunciate vanno nella giusta direzione per assicurare il libero mercato ed una potenziale crescita della nazione.

La rivoluzione dei forconi è giusta ma non deve generare nel populismo o nella violenza. E’ inutile dire che la rivoluzione non ha valenza politica, essa la ha eccome! E’ un movimento atto a sovvertire il corso politico seguito fino ad oggi. Ed è giusto che sia così! E’ proprio questo che la Sicilia, come l’Italia intera ha bisogno. C’è sete di discontinuità politica. Come dice il sig.Onofrio è il tempo che queste troppe persone incompetenti vadano a casa e che vengano rimpiazzate da persone pagate meno e con la voglia di amministrare la res publica.

Sono convinto che per perseguire questo scopo è fondamentale che i soldi siano tolti dalla politica , che il numero e lo stipendio dei parlamentari sia ridotto drasticamente.

Ma affinchè ciò accada la rivolta dei forconi deve trovare dei leader capaci di far valere la propria opinione, deve elaborare un piano atto al cambio di quella politica marcia che ha portato il Paese allo stremo.

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Ora basta. Se li vedo non mi fermo.

settembre 17, 2011 5 commenti

Per chi segue il mio blog e si aspetta un post sulla tecnologia rimarrà deluso. Questo è un post prettamente politico. Se si ha anche solo un grammo di sale in testa, se si ha anche solo l’odore di responabilità sul proprio corpo, non può rimanere in silenzio o ignorare i fatti che travolgono il nostro Paese, l’Europa ed il mondo intero.

Siamo diventati l’ancora dell’Europa e dei Paesi più sviluppati. L’Europa non riesce a crescere e noi, pur essendo uno tra i Paesi fondatori, peggioriamo la situazione. Ci eravamo meravigliati dell’Irlanda e della Grecia e ad Agosto ci siamo accorti che noi possiamo far molto di peggio. Non si scherza più: se noi falliamo l’intero progetto Europeo fallirà. Siamo una economia troppo grande per fallire senza ripercussioni.

In mezzo a questa crisi mi ricordo che fino a sei mesi fa il nano statista continuava a sbraitare in tutti i telegiornali che “la crisi non esiste”. In meno di sei mesi siamo passati da quella frase che ancora tutti ricordiamo all’ipotesi di default. Ma nonostante tutto questo sia drammatico non è niente in confronto alla manovra economica che ha portato a 5 modifiche in un mese e soprattutto ad una versione definitiva che penalizza chi è sempre stato onesto e ha sempre pagato le tasse ed invece premia gli evasori totali e la casta. Anche l’Europa aveva detto che la manovra non doveva aumentare le tasse ma diminuire i costi dello stato, perchè con uno stato che spende il 52% del debito pubblico non è accettabile e fa lievitare il debito di anno in anno. Ed invece la manovra che è stata approvata innalza la terza aliquota dell’iva dal 20% al 21% scaricando direttamente su tutti i cittadini i costi di uno stato e di una casta politica. E tutto questo è stato fatto dal nano statista che ha vinto le elezioni promettendo meno tasse e più efficienza dello stato.

Basterebbe questo per essere incazzato e spingermi a buttare qualsiasi cosa sia a tiro alla vista del nano statista ma, ahimè, c’è ancora molto di più. Ci sono le intercettazioni, verità provate inequivocabili e oggettive, che ci informano di un parastato fatto di accordi, bustarelle e soprattutto escort. Il partito che inneggiava alla meritocrazia fa esattamente il contrario: mette in consiglio regionale e in parlamento troie, perchè questo è il loro nome,  il cui merito politico è quello di essersi fatte in 4, no anzi, di essere state scopate in 8 su 11, per il proprio presidente.

Ma dalle intercettazioni non emerge solo un vero giro di prostituzione ma un commercio. Queste troie sono solo merce di scambio di Giampi Tarantini e ioLatito La Vitola con il nano. Loro danno figa e il nano ripaga con appalti pubblici, nomine pubbliche e soldi. E questo è inaccettabile. La verità di quello che dico può essere visto nel seguente video in cui La Vitola istruisce il nano su come procedere in politica e, alla fine, quali leggi deve far approvare affinchè La Vitola ottenga i finanziamenti che servono “per non licenziare i giornalisti”… Sta parlando uno che adesso è scappato a Panama sopra non si sa quale mega barca…

Io sono incazzato nero. Mi sono sempre fatto il culo per essere il primo, in tutto, ho sempre creduto nella meritocrazia e che chi lavora di più debba avere più ricompenso e più carriera. Credo fermamente nella meritocrazia come metodo per far emergere le persone più meritevoli nelle aziende come nella società. Poi vedo e sento tutto questo: queste troie, questi malfattori, questi ricattatori e soprattutto un pappone. Un pappone che essendo il mio presidente del Consiglio dovrebbe tutelare la res publica ed invece sfrutta la sua posizione per avere, a 75 anni, quello che non può più avere… La figa fresca… della mia età. Che porco! Ed è disposto a fare di tutto, anche vendere lo stato, per avere la sua droga.

E’ arrivato il momento di dire basta, ed inizio io, con i fatti. Lasciate solo che uno di questi elementi mi passi sotto le mani… Le parole sono finite. Il pappone deve essere appeso in piazzale Loreto a testa in giù come quell’altro che si fece chiamare duce. L’italia lo chiede.

Un’italia diversa è possibile!

Con questo post usciro completamente off-topic con gli argomenti del blog per parlare di Politica. Ho sempre seguito la politica fin da piccolo, mai con pregiudizio, e ho cambiato orientamento politico di recente. Non sono un esperto della politica, ma sono un giovane che vede arrivare un’eredità, l’Italia, che probabilmente è nel peggior stato di sempre.

Come oggi saprete si sono svolte le elezioni amministrative. Finalmente è successo quello che prospettavo fin dal pranzo Pasqua in famiglia: la fine del Berlusconismo e l’inzio di una nuova fase politica in cui i giovani, con nuove idee e proposte, si fanno strada e cambiano le sorti del Paese. Proprio quando tutto sembrava perduto con un presidente capace di modificarsi le leggi a piacimento per far prescivere i propri processi e quando perfino il Bunga Bunga non ha secche condanne dal vaticano ecco che il popolo si ribella dalla prostituzione delle coscienze a cui assistiamo ogni giorno in parlamento.

Oggi tutti i cosiddetti politici sono sbalorditi dai risultati di Milano, Napoli. Perfino il caimano è sorpreso che la sua testa da big jim non ha riscosso i 53.000 voti che servivano a dare stabilità al governo, ma ne ha raccolti a stento 8000. Ma come si fa ad essere sorpresi ? Come si possono combinare ogni giorno gaffe che mettono a disagio ogni italiano e cercare di farla franca? Forse questi signori hanno sbagliato i loro calcoli: credevano che 20 anni di televisione in cui la donna viene mercificata e si continua a ripetere che tutto va bene avessero distrutto la critica che sta alla base della democrazia, invece, se i vantaggi di oggi verranno confermati ai ballottaggi, significherà che finalmente l’Italia, quella giovane e con tanta voglia di fare, vuole di nuovo ritornare a contare qualcosa a livello internazionale e vuole ricominciare a crescere.

Questi giurassici della politica, che non fanno altro che gridare comunista alla prima persona che fa domande scomode o che prova a contraddirli sono al capolinea. Vedono il terreno sotto i loro piedi venir meno e provano a giocare al rialzo: Berlusconi ha messo la sua faccia su Milano per far vincere la Moratti, eleva un risultato amministrativo ad un referendum su ste stesso, perdendolo clamorosamente. Siamo stanchi di Bunga Bunga, ruby, papi-girls, processi, Mills, lodo Mondadori, delle promesse su Napoli pulita, dell’Aquila ricostruita, del nucleare, dei trota e delle veline in parlamento a beccare 12.000€ al mese, delle barzellette imbarazzanti e dei baciamani a dittatori stranieri condannati per crimini contro l’umanità.

E’ arrivata la fine anche per il provincialismo xenofobo della lega, uccisa dalla stessa ignoranza che l’ha alimentata fino ad adesso. Come dice Grillo, è arrivato il momento che ciascuno di noi si rimbocchi le maniche e faccia, nel proprio piccolo, qualcosa per migliorare la situazione e per finalmente uscire dal ventennio berlusconiano…

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